Si stanno intensificano le uscite della rivista Zothique, ormai un vero e proprio punto di riferimento per i seguaci del weird classico. Evidentemente il buon Pietro Guarriello deve avere nel cassetto una quantità di materiale notevole e questo lascia presagire novità succulente per il futuro.

Questo nuovo numero 9 si differenzia dalle ultime uscite che erano diventate di carattere monografico (quasi dei libri) con speciali dedicati ad Arthur Machen, Algernon Blackwood, Bram Stoker e William Hope Hodgson.

Il materiale qui presentato è invece estremamente eterogeneo.

Si incomincia con un articolo di Fabio Calabrese che ci parla del sostrato celtico nella narrativa heroic-fantasy e in particolare nell’opera di H.P. Lovecraft, Robert E. Howard e Clark Ashton Smith. Vengono sottolineate delle polemiche su Tolkien la cui narrativa viene considerata, da alcuni critici (questa volta stranieri come la canadese Vonarburg), come irrazionale e reazionaria. Quindi sembra che non solo in Italia Tolkien abbia avuto delle difficoltà ad essere accettato da una certa “intellighenzia” (clamoroso qui da noi il rifiuto della Einaudi di pubblicare Il signore degli anelli).

Calabrese rievoca anche la rivista La Soglia curata da Gianluca Casseri (noto poi per fatti di cronaca nera) dove scrisse un articolo contro la Vonarburg.

Spazio poi a uno scrittore poco considerato della ghost-story, W.F. Harvey.

Il motivo di questa sua poca considerazione si spiega col fatto dell’estrema varietà di temi della sua produzione che non ha aiutato a codificarlo facilmente come autore. Eppure ci troviamo di fronte a un signor scrittore, forse non raffinato come Montague Rhodes James, forse non così profondo come Walter De La Mare, ma di sicuro molto efficace e moderno nel far intuire l’esistenza di una dimensione irrazionale che sconvolge la quieta e placida realtà in cui viviamo tutti i giorni. Qui vengono presentati 2 racconti inediti in Italia.

In precedenza, per le Edizioni Hypnos, era uscito il volume La bestia dalle cinque dita.

Per gli amanti di Stephen King questo rischia di essere un numero imperdibile in quanto troviamo un ottimo e acuto intervento di Massimiliano Ruzzante che ci parla diffusamente del tema del vampiro nella sua narrativa. Forse gli amanti del weird classico potrebbero rimanere stupiti della presenza su Zothique di King, ma sono dell’opinione che sia un errore sottovalutare lo scrittore del Maine o considerarlo uno scribacchino.

Altro pezzo forte di questo numero è poi lo speciale sulla musica nella letteratura weird. Troviamo uno stimolante saggio di Davide Arecco che ci descrive le diverse concezioni della musica dal XVII secolo fino a Lovecraft.

Vengono citati alcuni racconti di E.T.A. Hoffmann fino al famoso La musica di Erich Zann di H.P. Lovecraft, un racconto influenzato “dalla svolta relativistica di Einstein”. Ho sempre pensato che probabilmente le note suonate da Erich Zann non erano lontane dalla musica dodecafonica che si sviluppò proprio agli inizi del ‘900.

Troviamo poi numerosi racconti in tema musicale fra cui cito quelli di L.A. Lewis (qualcuno ricorderà un volume ormai introvabile di questo vecchio scrittore pubblicato dalla Dagon Press in sole 100 copie) e di Clark Ashton Smith.

Da segnalare anche una macabra poesia di Johanne Dart ispirata proprio a “La musica della morte” di CAS.

Curioso poi il binomio Lovecraft-Carosini (un ricordo della quarantena Covid 19) dove il disegnatore genovese (ispirandosi a La musica di Erich Zann) unisce la passione per Lovecraft a quella per il jazzista Chet Baker.

Il numero si chiude con la quarta parte dello studio sulla poesia di Robert E. Howard di Mariano D’Anza e con un racconto di Emiliano Federico Capurso.