Season of Mist presenta i Sòlstafir come una band diversa da tutte le altre. La loro miscela unica fra metal e melodie, momenti psichedelici e una forte componente sotterranea di hard rock classico si presenta varia e bizzarra, come i paesaggi della loro nativa Islanda.

Il loro quinto full-length, Ótta, è la logica prosecuzione del corso musicale intrapreso con i quattro precedenti lavori, rimasti a Svartir Sandar (2011). Bisogna aspettarsi l'inatteso, come per esempio la seduzione delle corde di un ipnotico banjo. Niente di questo era prevedibile quando la band ha pubblicato nel 2002 Í Blóði og Anda (traducibile come "In sangue e spirito"), un album ascrivibile tendenzialmente al black metal. Ma con Masterpiece of Bitterness (2005) e Köld (2009) il gruppo ha introdotto pian piano nuovi elementi, evolvendosi in continuazione.

La musica dei Sòlstafir viene descritta da Season of Mist come il prodotto di una bufera di neve artica e il magma di un vulcano, che erutta geyser, verdi pascoli rigogliosi e onde salate, impossibile da apprezzare a seguito di un unico ascolto.

Il concept dell'album si basa sulla suddivisione monastica della giornata in otto momenti diversi (la storia inizia a mezzanotte e termina la sera successiva).

Un tempo più lento e aperto del moderno ticchettio aziendale.

Tracklist:

1. Lágnætti

2. Ótta

3. Rismál

4. Dagmál

5. Miðdegi

6. Nón

7. Miðaftann

8. Náttmál

Line-up:

Aðalbjörn Tryggvason: voce, chitarra

Guðmundur Óli Pálmason: batteria

Svavar Austmann: basso

Sæþór Maríus Sæþórsson: chitarra

Su Facebook:

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Cover art: RAX Ragnar Axelsson

en.wikipedia.org/wiki/Ragnar_AxelssonAvailable

Formati:

Digibox with bonus CD

Jewel Case CD

Gatefold Double LPs in various colours