Come nasce Strani Aeoni?
Strani Aeoni nasce in seno alla comunità Gruppo Telegram
Lovecraft Italia. Da tempo, su quella piattaforma si
tenevano periodiche “gare” letterarie: lo scrivo tra virgolette
perché lo spirito sotteso era di condivisione, non di
competizione. Dopo circa un anno e mezzo, avendo avuto
riscontri positivi da altre realtà editoriali, che avevano
pubblicato alcuni nostri autori, decidemmo che era giunto il
momento di creare il nostro marchio. Strani Aeoni,
inizialmente, era il titolo delle prime tre antologie omnibus:
non solo weird, ma tutte le declinazioni del fantastico.
Tuttavia, ci accorgemmo presto che i gruppi di scrittura che
si formavano per le diverse antologie erano animati da una
stupenda armonia di intenti. Per tanto, Strani Aeoni si è
evoluto nel nome collettivo che firma le nostre raccolte,
oltre a indicare la collana madre.
Quando hai capito che la community letteraria del weird
poteva diventare un progetto editoriale strutturato?
Dopo aver pubblicato le prime tre raccolte, inevitabilmente
date alle stampe con tutta l'ingenuità di chi era alle prime
armi, ci siamo accorti di due fatti fondamentali. Per prima
cosa, diversi curatori ben conosciuti nell'ambiente ci avevano porto i loro apprezzamenti: il confronto con le persone al di fuori della propria comunità di riferimento è necessario, per evitare di cantarsela e suonarsela da soli. Per
seconda, numerosi autori avevano iniziato a sviluppare
progetti letterari tanto “solisti” quanto incentrati su generi
diversi dal weird di stampo lovecraftiano. Da lì, si rese
necessario focalizzare meglio ogni volume e ragionare sul
nostro progetto editoriale in quanto tale.
Il catalogo è molto articolato in collane. Qual è il criterio che
guida questa organizzazione?
Di recente abbiamo riorganizzato il nostro catalogo in tre
collane principali, suddivise informalmente in serie
indipendenti. Questa decisione ha reso più ordinate e
consultabile le nostre uscite.
Strani Aeoni, come collana, rimane dedicata al weird,
prevalentemente lovecraftiano (Serie Bianca: racconti e
saggi o interviste. Serie Nera: dedicata a un tema specifico.
Fuori collana: volumi per celebrare un evento speciale), o
alla rivisitazione delle tematiche dell'orrore classico (Serie
Rossa: racconti su topoi quali il perturbante o il beffardo.
Serie P308: golem, doppelganger, demonismo).
Mondi Ignoti, ospita le opere di ampio respiro di un singolo
autore – dalla fantascienza al weird – e le antologie dedicate al Fantasy, alla sci-fi e alla preistoria (rispettivamente:
Basiliskos, Mercuria, Primordia).
Officina Onirica. La collana più varia per formato e
argomenti, spazia dal realismo magico al massimalismo, dal
noir al surrealismo e include novelette di ogni genere
sopraccitato.
Che tipo di immaginario cerchi nei testi che pubblichi?
La nostra stella polare è il weird inteso come concetto
integrale: uno scossone alla percezione ordinaria, non una
mera replica di quello che fu cent'anni addietro. Sia chiaro:
le opere del Sognatore di Providence sono per noi oggetto di
studio e massimo rispetto, ma bisogna tenere presente che
all'epoca furono rivoluzionarie e oggi non dovrebbero essere
intese come uno stile canonizzato da riprodurre
olograficamente. È con questa linea guida che ci
approcciamo alle differenti declinazioni della letteratura
fantastica e di quella ufficiale. Che si tratti di cultura
definita bassa (pulp magazines) o alta (realismo magico,
postmoderno), i testi che cerchiamo – tutti rigorosamente di
autori italiani contemporanei – devono essere portatori di
una cifra estetica e stilistica personale: preferiamo la
polifonia all’uniformotà.
Quanto conta l’eredità lovecraftiana oggi e come evitare che
diventi solo un bacino di citazionismo?
In parte ho risposto sopra, ma cerco di espandere il
concetto. Perché, a un secolo dalla scrittura de “Il richiamo
di Cthulhu”, la mitologia lovecraftiana è ancora così
popolare? A mio avviso, la motivazione risiede nel suo essersi
emancipata da modelli tradizionali di occultismo e, anzi,
aver introdotto concetti derivati dagli sviluppi scientifici più
innovativi dell'epoca (teoria della relatività, meccanica
quantistica, nella sua duttilità, nel suo essere “g-locale”, nel
suo chiamare alla partecipazione condivisa.
I Miti di Cthulhu, o Yogsothothery, parlano ai lettori in
ogni angolo del mondo e possono essere impiegati e
rivitalizzati da chiunque abbia la sincera passione e la voglia
di confrontarcisi.
Proprio proseguendo l'intento originario che mosse
Lovecraft, Smith e Howard, ovverosia la rivoluzione
copernicana che apportarono al romanzo gotico, possiamo
evitare di ridurre il tutto a uno sterile citazionismo.
Che rapporto hai con gli autori. Preferisci voci già formate o
autori da far crescere nel tempo?
Entrambe. La community di Lovecraft Italia e il collettivo
Strani Aeoni sono nate per essere realtà aperte e
collaborative. Ogni progetto antologico si sviluppa tramite
un gruppo di scrittura privato, dove i diversi autori
propongono la propria creazione a mano a mano che si
sviluppa, scambiandosi opinioni e consigli con rispetto
reciproco.
Col tempo, molti scrittori che allora erano alle prime armi
oggi pubblicano anche con altre realtà editoriali quali
Dagon Press, Winter, Saga, Racconti dal Profondo, Delos
Digital – tanto per citarne alcune – ma il rapporto con
Strani Aeoni rimane speciale. E non mancano
scrittrici/scrittori già affermati che hanno iniziato a
collaborare col nostro progetto: un riconoscimento
all'impegno che profondiamo in questa avventura letteraria.
Qual è la maggiore difficoltà nel portare avanti un progetto
di questo tipo in Italia oggi?
Negli ultimi anni c'è stata una vera e propria esplosione della
micro-editoria, grazie alle agevolazioni fornite
dall'autopubblicazione e l'inevitabile “tempo morto”
durante le restrizioni pandemiche. Attualmente, l'offerta
supera la domanda e ciò rende difficile, specialmente per le
proposte letterarie più alternative, suscitare l'nteresse dei
lettori.
Tuttavia, credo, questa bolla tenderà a sgonfiarsi e le realtà
più motivate si consolideranno.
Un plauso particolare và alle fiere indipendenti, sia nazionali
sia locali. Col loro operato, spesso organizzato con modalità
di volontariato, stanno creando un ecosistema dove editori,
autori, artisti, librai, recensori e pubblico possono interagire
e crescere al di fuori dei canali ufficiali della media e grande
editoria.
C’è un libro del vostro catalogo che senti rappresenti
davvero l’anima del progetto più di altri?
Non sapendo la data precisa della pubblicazione di questa
intervista, ti anticipo che a Marzo 2026 presenteremo la
nuova antologia “Il secolo di Cthulhu. Scritti in onore del
centenario”, che raccoglierà saggi e racconti firmati sia da
noi, sia da ospiti speciali, compresa l'illustrazione di
copertina. Ti direi che quel volume sarà un ottimo biglietto
di ingresso al nostro universo letterario.
Come immagini l’evoluzione di Strani Aeoni nei prossimi
anni?
Il gruppo Telegram è il cuore pulsante di ogni nostra
iniziativa e lo spirito di comunità è il nostro faro.
In pochi anni, i partecipanti alle nostre pagine Telegram e
Instagram si sono moltiplicati esponenzialmente, a ogni fiera
stringiamo amicizia con decine di sconosciuti, diverse altre realtà di scrittura o di appassionati si sono gemellate con la
nostra. Questa rapida crescita è stata fonte di grande soddisfazione,
ma ci ha preso un poco in contropiede. Ci ha portato a
interrogarci se saremmo riusciti a mantenere la rotta
originaria.
La risposta, per fortuna, è stata affermativa: le nuove leve
non solo si integrano perfettamente nel gruppo, ma lo
arricchiscono con le loro proposte, i loro progetti, le loro
istanze.
Nei prossimi anni, ci attenderà uno sforzo ancora maggiore
per dare alle stampe la nostra visione letteraria nel migliore
dei modi: lo dobbiamo a tutti coloro che ci hanno
supportato e continuano a farlo.















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