Madre Mostro (Acme, 1991), è, invece, la tua seconda raccolta di racconti horror che approfondisce il discorso iniziato con Primi Delitti e analizza il rapporto tra genitori e figli. Quelli di Madre Mostro sono racconti violentissimi, senza speranza, totalmente neri. Le atmosfere sono quelle della fiaba, allucinate e paranoiche e il filo conduttore dei racconti è la sofferenza, il supplizio, la pena continua. C’è stata una maggiore consapevolezza in questo secondo progetto e una più consapevole ricerca di una tua cifra stilista e di contenuti?

Ho iniziato a sviluppare i racconti di questa seconda raccolta con la consapevolezza acquisita del successo del mio esordio. Ho quindi deciso di liberare le mie più profonde visioni dell'horror, cercando di elaborare il linguaggio in maniera più personale ed espressionista. Primi delitti erano (e sono) appunti di storie. Madre Mostro volevo che fosse la cifra definitiva, nell'incoscienza del mio pieno edonismo creativo: è una raccolta di racconti pensati per divenire racconti, con una ricerca più ponderata delle strutture e della definizione dell'immagine. E' la mia estetica horror. Prima di affrontare la stesura del libro ho approfondito studi su testi universitari di medicina e medicina legale. Sì, la totale assenza di ironia e l'iperrealismo gore-splatter fanno di questa raccolta un momento davvero apocalittico, teso alla disintegrazione più nichilista dell'umano, senza possibilità di trascendenza positiva. Curiosità, il finale del film Saint Ange di Pascal Laugier (2004) è uguale alla chiusura di uno dei miei racconti di Madre Mostro. Ho fatto un film senza saperlo. 

Gray di Francesco Falconi

La bellezza è il suo demone…

Gianfranco Staltari, 17/04/2014

L'incubatrice, di Paolo di Orazio

Nuova uscita per la collana Buio di Mezzotints Ebook: arriva L'Incubatrice, di Paolo di Orazio...

redazione, 5/06/2013

Martyrs

Francesco Spagnuolo, 12/06/2009