Valerio Evangelisti ci parla di Carmilla, il suo nuovo progetto cinematografico ispirato al celebre racconto lungo di Sheridan Le Fanu. Questa intervista, raccolta da Armando As Chianese, è solo un'anticipazione di quella, più varia e approfondita, che comparirà nella nostra rubrica Vis à vis.

Vorrei che mi parlassi di "Morire di Piacere", di cui hai curato soggetto e sceneggiatura: come è nato, chi lo produrrà e quali sono le differenze tra questo film e l'originale racconto di LeFanu.

Morire di Piacere era un titolo di lavorazione, che è già stato abbandonato. Probabilmente il film si chiamerà Carmilla e basta. E' nato da una mia vecchia idea, e da un'antica passione nei confronti del personaggio Carmilla, vampiro completamente diverso da Dracula. Marco Muller, molto prima di diventare direttore della mostra del cinema di Venezia, fu conquistato dalla mia proposta. Ora che ha avuto un nuovo incarico, ha passato l'onere della produzione alla tedesca Claussen-Wobke (la maggiore casa produttrice indipendente della Germania), in associazione con Rai Cinema. Come regista è stato scelto l'austriaco Stefan Ruzowitzky, autore tra l'altro di due horror (Anatomie e Anatomie 2) distribuiti anche negli Stati Uniti. Rispetto al racconto di Le Fanu, nella mia storia cambia anzitutto l'ambientazione: siamo infatti nell'Italia del 1797-98, occupata dalle armate napoleoniche. Inoltre emergono conflitti che nel racconto non c'erano o erano latenti, tipo quello che oppone Carmilla al proprio padre (nel film si chiama Regula, in omaggio a un vecchio horror tedesco intitolato La Tredicesima Vergine), copia carbone del conte Dracula; o quello tra borghesi e aristocratici. Il vampirismo viene infatti visto come una reazione dell'aristocrazia alle innovazioni introdotte dalla Rivoluzione Francese.

Esistono già alcune trasposizioni di "Carmilla"... ad esempio, che ne pensi di Vampiri Amanti della gloriosa Hammer Film?

Vampiri Amanti è la migliore trasposizione del racconto di Le Fanu. Da quel film e da altri della Hammer ispirati al mito di Carmilla (Mircalla, l' Amante Immortale, Le figlie di Dracula) ho tratto soprattutto l'idea di un intero nucleo familiare di vampiri in azione, che nel racconto era appena accennata. Ciò che cambia nel film da me ideato è il fatto che la vampira e Laura, la sua vittima, sono proprio adolescenti. Ingrid Pitt e le altre affascinanti star della Hammer, per quanto allora giovani, non davano l'idea di ragazze in erba, appena sbocciate alla sessualità.

Sarà un horror gotico o qualcosa di diverso? Ci sarà l'atmosfera dei nostri horror anni '60... quelli di Mario Bava?

Questo dipenderà essenzialmente dal regista. Per quanto mi riguarda, circa le tinte gotiche (senz'altro presenti), non avevo preso a modelli né la serie Hammer né l'horror all'italiana. Se in quelli le tonalità cromatiche prevalenti erano il rosso e il nero, io puntavo piuttosto sull'accostamento di bianco e di rosso. Il mio soggetto si apriva e si chiudeva con del sangue sulla neve, chiave simbolica di facile interpretazione (purezza, mestruazioni, sangue virginale ecc.). Non so, però, se questo verrà rispettato. Ruzowitzky è comunque un regista di grande eleganza e, se adotterà altre chiavi simboliche e interpretative, sono sicuro che non saranno banali.

Che rapporto hai con il racconto Carmilla? Quando lo hai letto la prima volta e perché te ne sei innamorato?

Lessi quel racconto in un'antologia di Le Fanu pubblicata dai Tascabili Garzanti una trentina di anni fa. Rimasi incantato dal personaggio di Carmilla, vampira capricciosa e contraddittoria, non del tutto rassegnata al suo destino. Molto, molto femminile. Poco più tardi vidi Vampyr di Dreyer, i film della Hammer che ho citato, Et Mourir de Plaisir di Vadim e altre pellicole ancora. Mi resi conto che Carmilla aveva la forza del mito e cominciai a chiedermi perché. Il film che ho scritto (e un romanzo che vorrei scrivere, se ne troverò il tempo) sarà una sintesi delle mie conclusioni.

Che novità ci sono per i prossimi film? In particolare per i film su Eymerich o su Nostradamus.

Del film su Eymerich preferisco non parlare per scaramanzia, ma anche lo sceneggiato su Nostradamus appare bloccato (ho idea che i produttori non si siano messi d'accordo su ciò che volevano realmente). Marcia invece bene un progetto italo-francese su Pantera, un altro dei miei personaggi, trasposizione del mio romanzo Black Flag. E' infine quasi completo il film Evangelisti R.A.C.H.E., del regista Mariano Equizzi: fusione e adattamento di certi miei racconti e capitoli di romanzo. Le parti già montate sono sorprendenti, e decisamente horror. Mi occupo però di più dei film che ho concepito direttamente e non sono tratti da mie opere. A parte Carmilla, la Rai ha comperato già da due anni una miniserie di fantascienza da me ideata per conto della Eagle Pictures, I Figli della Cometa, ma ne rinvia la realizzazione di anno in anno. Proprio in questi giorni un produttore molto importante mi ha chiesto i soggetti per dodici telefilm. E potrei continuare. Tengo però a precisare che mi considero essenzialmente un narratore, e l'interesse per il cinema resta per me subordinato alla confezione dei miei romanzi. Carmilla fa in parte eccezione, perché è un progetto accarezzato da tempo. Ma, in linea generale, i film mi piace vederli, più che scriverli.