Longanesi ha inviato in libreria il romanzo Cose che il buio mi dice (The Boy Who Could See Demons, 2012) della scrittrice Carolyn Jess-Cooke.

Di questa autrice abbiamo avuto il piacere di leggere, lo scorso anno, il romanzo d’esordio, I diari dell’angelo custode, che ha avuto un enorme successo, basti dire che è stato il romanzo rivelazione della Fiera di Francoforte del 2010 ed è stato pubblicato in ben ventuno paesi. I pareri positivi dei lettori e della critica sono stati unanimi.

In questo nuovo romanzo, l’autrice ci parla di diavoli. E’ un fatto noto e accertato che alcuni bambini, nella loro infanzia, si creano degli amici immaginari con i quali parlano e che vedono solo loro. Con la crescita, tutto questo viene dimenticato. Carolyn Jess-Cooke, prendendo spunto da questo, ci narra la storia di Alex, un bambino di dieci anni. Alex vive una situazione molto particolare: la madre è stata abbandonata dal suo uomo e vive in uno stato di forte depressione, così lui inizia a vedere e a interagire con un amico immaginario. Un demone. Perché il demone lo ha cercato, perché ha scelto proprio lui per manifestarsi?

Anya, neuropsichiatra infantile, ha perso una figlia in circostanze misteriose. L'unica cosa che le ha lasciato è uno spartito, una melodia composta poco prima di morire e che Anya custodisce gelosamente nei cassetti più dolorosi della sua memoria. Ora deve occuparsi di Alex, un caso particolare segnalatole dai servizi sociali. Il bambino è sospettato di schizofrenia. Dice di poter vedere e interagire con oscure presenze che si manifestano solo a lui. Sua madre ha appena tentato il suicidio e dal momento del ricovero in ospedale, Alex si è trovato da solo a gestire la sua malattia.

Ma c'è un destino che incombe su entrambi. Perché Ruen ha appena chiesto ad Alex di fare qualcosa per lui. Qualcosa che Alex stavolta non vuole fare: uccidere.

Un brano: 

"Tutti mi guardano strano quando dico che ho un demone.

Il mio demone si chiama Ruen, è alto più o meno un metro e sessanta e adora Mozart. Ruen e i suoi amici li ho conosciuti cinque anni, cinque mesi e sei giorni fa.

Quella mattina la mamma disse che papà se ne era andato." 

L’autrice: 

Carolyn Jess-Cooke è nata nel 1978 a Belfast. La sua grafomania si manifestò la prima volta a sette anni e non l’abbandonò più. Dopo aver tentato ostinatamente di pubblicare una sua opera scelse di impegnarsi in lavori più remunerativi, piuttosto che diventare una scrittrice senza editore. Nell’inventario della guida allo sbarcare il lunario annovera le seguenti mansioni: fotografa di viaggio, commessa, film-maker, pianista e insegnante di musica. Sono stati tutti lavori pesanti, noiosi e divertenti allo stesso modo. Almeno le hanno fornito denaro sufficiente per girare il mondo, un’occupazione mai inutile. La sua raccolta di poesie, Inroads, ha vinto un prestigioso riconoscimento in patria. Attualmente dirige il corso di Scrittura creativa alla University of Northumbria.

La “quarta”: 

Alex ha dieci anni e vive a Belfast in una casa fredda e spoglia con la sua giovane madre, una donna precipitata da tempo negli abissi di una grave depressione. Alex è un bambino solo ma ha un amico speciale, Ruen, che nessun altro può vedere e che si manifesta sotto forme diverse e quasi mai rassicuranti. Ruen spesso lo aiuta, ma a volte gli chiede anche di fare cose cattive.

Anya è una psichiatra infantile. La sua è una professione molto dura, soprattutto per chi come lei ha perso una figlia in circostanze oscure. Anya è incaricata di occuparsi del caso di Alex. Perché Alex dice di parlare e interagire con misteriose presenze che si manifestano soltanto a lui. E perché dopo il tentato suicidio della madre il bambino è rimasto solo. Sulla psichiatra e sul suo giovane paziente incombe lo stesso destino. Ruen infatti ha chiesto ad Alex di fare qualcosa di sconvolgente. Qualcosa che Alex, stavolta, non vuole fare... 

Cose che il buio mi dice di Carolyn Jess-Cooke (The Boy Who Could See Demons, 2012)

Traduzione Silvia Piraccini

Longanesi, collana La Gaja Scienza 1050, pagg. 398, euro 17,60