Una maestrina delle elementari vive da sola in una grande casa sperduta nel bel mezzo di verdi foreste alpine. Un vecchio misterioso intraprende un ultimo viaggio al fine di portare a termine una missione più grande di lui. Le loro strade si incontreranno quando Myriam, la maestra, investirà accidentalmente il vecchio pazzo giunto quasi alla fine del suo delirante percorso, accogliendolo in casa sua per i primi soccorsi. Ma Myriam non sa che quell'anziano misterioso ha come meta proprio la sua abitazione e che lei stessa è il mezzo indispensabile per l'assolvimento della suo satanico compito.

Rock 'n' Roll, satanismo e la classica mite insegnante delle elementari sono gli ingredienti di questo film diretto dal buon Michele Soavi e supervisionato dal mastro di bottega, Dario Argento. Quella che ci propone Soavi è una pellicola che richiama i temi classici del cinema di genere, riportando alla mente opere come Demoni (per lo stile) e, soprattutto, Rosemary's Baby. È quasi impossibile ignorare la somiglianza fondamentale con il capolavoro di Polansky, cosa che in realtà rischia di adombrare i piccoli pregi che risaltano dalla mediocrità generale del film. La sensazione generale che si ha dalla visione è che vi siano basi solide (la buona tecnica di Soavi vicariata dalla grande esperienza di Argento) che però richiedono ancora un certo grado di maturazione. Le inquadrature sono buone e la storia, pur essendo ormai abusata nel cinema di genere, è di discreto effetto. Le ambientazioni sono costruite in maniera lodevole, con una nota di riguardo alla Chiesa abbandonata nei sotterranei della casa della protagonista. La pecca più grande la si riscontra nello sviluppo. Molti sono gli spunti interessanti presenti, dal rock 'n' roll ripreso come fondamenta su cui cresce la setta satanica, ai riferimenti ad antichi riti riguardanti insetti, finanche a quel bianco coniglietto che si aggira per la casa di Myriam e che sembra nascondere qualcosa di inquietante. Tutte queste buone idee, se fossero state sviluppate compiutamente, avrebbero reso La setta un film di discreto livello. La maggior parte di esse, viceversa, non viene portata fino infondo: la trovata sulla musica dei Rolling Stones, su cui si basano le credenze religiose della setta satanica, viene abbandonata e lasciata priva di una spiegazione credibile; la teoria degli insetti in grado di fecondare una donna col seme del diavolo non ha chiare radici, assumendo l'aria di una forzatura; persino il coniglietto bianco della protagonista scompare e ricompare dalla scena in continuazione, facendo capolino di tanto in tanto da qualche angolo, dilungando la visione su un particolare che, a conti fatti, appare francamente superfluo. Quello che ci si doveva risparmiare del tutto sono la scena del "fazzoletto assassino" e un finale che sa di già visto.

La nota maggiormente positiva va indubbiamente alla regia di Soavi, che allora cominciava ad assumere una certa maturità.

Un film in generale mediocre, come detto in precedenza, ma che val la pena visonare almeno una volta per apprezzare le qualità registiche di Soavi.

Valutazione tecnica

Video in buono stato in formato 1,66:1 anamorfico, cosiccome l'audio in formato Dolby Digital 5.1 e DTS 5.1, con presenza di sottotitoli per non udenti e linmgua inglese opzionabili.

Extra

Sono costituiti solo da un album fotografico e dal trailer. Il resto é formato da elementi poco interessanti (trailer e credits) o che non possono essere considerati veri e propri extra (vedi il solito menù interattivo). Il prezzo abbordabile rende il DVD consigliabile a chi vuole semplicemente godersi il film senza troppe pretese.