(…) Ha scritto un fascio di assurde balordaggini. Per fortuna adesso ha dimenticato tutto. Lo brucerò dopo avertelo fatto vedere. Ha detto che era la sua opera migliore.

- dalla lettera di Fanny Stevenson all’amico e collaboratore William Ernest Henley sulla prima stesura di Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, 1885

Una scoperta che promette di cambiare per sempre la storia della letteratura gotica e non solo, quella che Edikit annuncia in uscita nelle librerie per il prossimo maggio.

Com’è noto, Stevenson aveva vergato una prima versione della vicenda del Dottor Henry Jekyll e del suo doppio malvagio Edward Hyde, che poi diede alle fiamme dopo un diverbio con la moglie Fanny.

Di quella versione è stata rinvenuta una copia inviata dalla stessa Fanny al poeta William Henley, amico e collaboratore di Stevenson, come ci rivela la missiva riprodotta qui sopra e nell’introduzione del libro a cura di Mario Gazzola.

Henley trasgredì all’ordine della moglie di Stevenson di bruciarla dopo la lettura, regalandoci così la possibilità di riscoprirla.

L’originale stesura del capolavoro di Stevenson però non è l’unica sorpresa che ci riserva l’autore milanese. Hyde in Time, infatti, è una silloge composta da anche altri due romanzi brevi: Il lupo di Whitechapel, a firma del figliastro e a sua volta collaboratore di Stevenson, Samuel Lloyd Osbourne (1868-1947), e Hyde in time, del nipote Samuel Osbourne II, oscuro personaggio di cui nessuno aveva mai saputo di una produzione letteraria.

Nelle note del curatore interposte fra un manoscritto e l’altro anche alcune tracce su come Gazzola è riuscito a disseppellire le tre gemme letterarie perdute, a propria volta un’avventura letteraria ai confini del crime.

Molti gli interrogativi letterari aperti da Hyde in Time, una sola certezza: la storia del fantastico non sarà più quella che credevamo.