Immaginate: nel silenzio e nella foschia un brigantino avanza tra le onde dell’oceano, le vele strappate, il ponte deserto, il timone incustodito. Scricchiolio dello scafo e fruscio delle vele. Non c’è nessuno a bordo da giorni. Eppure continua a navigare, quasi fosse dotato di una volontà propria. E’ la Mary Celeste, uno dei grandi enigmi del mare.

Varata in Nuova Scozia, Canada, nel 1860, fu battezzata Amazon. Nei 10 anni successivi al varo fu coinvolta in vari incidenti e cambiò più volte proprietario. Il suo primo capitano morì di polmonite. Il secondo capitano, durante il viaggio inaugurale, commise l’errore di voler passare troppo vicino a una chiusa per la pesca che danneggiò gravemente lo scafo. Durante le operazioni di restauro scoppiò un incendio a bordo. Ceduta a un terzo proprietario, partì quindi con un altro capitano per Londra e poi per Parigi. Nello stretto di Dover si scontrò con un altro brigantino che affondò. Riparata, tornò in Canada con un quarto capitano. Nel 1867 si arenò e fu venduta un’altra volta. Il nuovo proprietario la rimise in sesto per cederla dopo soli 12 mesi. L’Amazon cambiò nome e nazionalità, diventando l’americana Mary Celeste.

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