A gennaio sbarca nei cinema Imago Mortis di Stefano Bessoni, una ghost story cupa e perturbante che ruota attorno a una immaginifica tecnica fotografica denominata Thanatografia, elemento fantastico del film che poggia le sue basi su sperimentazioni anatomiche reali attuate dal gesuita-ricercatore Athanasius Kircher (Fulda, Germania 1602 – Roma 1680), nel Seicento.

Il film, coprodotto dalla Pixstar insieme a Telecinco (Spagna) e alla Industrial Illusion Distribution Ltd (Irlanda), verrà distribuito nelle sale il prossimo 16 gennaio dalla Medusa Cinema.

La trama:

Si narra che nel tardo 1600, molto tempo prima dell’invenzione della fotografia, uno scienziato di nome Fumagalli fosse ossessionato dall’idea di riprodurre le immagini. Nel corso dei suoi esperimenti scoprì la “Thanatografia”: uccidendo una persona, e rimuovendo poi i suoi bulbi oculari, era possibile riprodurre su un supporto sensibile l’ultima immagine fissata sulla retina della sfortunata vittima. Le sue sperimentazioni diedero il via a molti efferati crimini ma, una volta scoperto, Fumagalli venne condannato a morte e giustiziato. Ma oggi, quello stesso raccapricciante rituale, quegli stessi crimini, sembrano ripetersi tra le mura di una scuola internazionale di Cinema...

Bruno (Alberto Amarilla), studente spagnolo di regia presso la scuola internazionale di cinema Murnau, è alle prese, come i suoi compagni di corso, con le prove scolastiche di fine anno assegnate dal temuto professore Gustav Olinski (Alex Angulo), soprannominato Caligari a causa della sua fissazione per il cinema espressionista.

Orfano di entrambi i genitori, per poter affrontare la costosa retta dell’istituto Bruno lavora di notte presso l’archivio scolastico: a tenergli spesso compagnia è Arianna (Oona Chaplin), studentessa dal carattere aperto e solare, forse l’unica con cui il timido e problematico Bruno ha un vero rapporto di amicizia. Bruno va comunque d’accordo con tutti gli altri suoi compagni di corso, dalla “studentessa modello” Leilou (Leticia Dolera) al simpatico e sbruffone Richard (Francesco Martino) e ai due divertenti e inseparabili giapponesi Achi (Jun Ichikawa) e Ozu (Kenji Kohashi).

Provata dai faticosi turni di notte all’archivio e da una forma di insonnia sempre più acuta, la lucidità di Bruno comincia a vacillare. Il giovane, ipersensibile e di indole visionaria, comincia a percepire strane cose, visioni, senza riuscire più a distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è. Presenza ricorrente di tali apparizioni è un ragazzo insanguinato che sembra - e Bruno ne è sempre più convinto - volerlo guidare alla scoperta di qualcosa.

Con l’aiuto di Arianna e attraverso una serie di scoperte sconcertanti e personaggi che si riveleranno di focale importanza nella vicenda – dal vecchio professor Astolfi (Francesco Carnelutti) alla proprietaria della scuola, la Contessa Orsini (Geraldine Chaplin) – Bruno arriverà dopo una sanguinosa serie di omicidi a ricostruire l’intricata tela tessuta all’ombra della scuola…