Lamberto Bava ha ritirato a Trieste, nell'ambito del festival del cinema di fantascienza (Scienceplusfiction) l'annuale premio Urania d’argento assegnato ai cineasti la cui carriera è particolarmente importante per il cinema fantastico. Nell'occasione ha parlato dei suoi progetti.

Si tratta di un ritorno al cinema con due straordinari progetti: The Torturer, film girato direttamente per il mercato home video, e la co-produzione internazionale Ghost Son, con Laura Harring e John Hannah (in uscita sugli schermi all’inizio del 2006).

Bava torna al cinema dopo quattordici anni di assenza, nonostante le cose siano cambiate in modo negativo e le produzioni italiane si siano fermate, fatta eccezione per chi ha ricevuto un Oscar e ha avuto proposte da tutto il mondo del cinema.

  

The Torturer verrà trasmesso a Courmayeur, nell'ambito del Noir in festival, in omaggio al talento di uno degli autentici eredi della tradizione italiana nel mondo dell’horror, in anteprima assoluta.

La vicenda narra di due ragazze che rispondono a un annuncio online per diventare veline e si recano in un teatro dove non c’è nessuno se non una voce che dice loro cosa devono fare. Finiranno per essere seviziate e torturate da un maniaco che gode nel veder soffrire le persone e che rinchiude le ragazze sottoterra per riprenderle mentre muoiono.

Le riprese sono state effettuate nella bellissima villa Zingone di Roma, decadente e gotica. La sceneggiatura è firmata, oltre che dal regista, da due giovani ragazzi della scuola di Baricco, Diego Cestino e Andrea Valentini.

 

The Torturer è stato comprato per la Spagna dalla Filmax, e da poco è stato completato il missaggio a Barcellona. E’ un film veramente horror, e fa parte del lato che il regista ha definito “più perverso o cattivo” della sua personalità.

Bava premiato a Trieste
Bava premiato a Trieste

E’ la prima volta che Bava ricorre alla tecnologia digitale che gli ha consentito, per esempio, di ricreare interamente la lama di un coltello manovrato dall’assassino; oppure, nelle riprese notturne in una villa antica dove piove sempre, di aggiungere sui campi lunghi l’effetto di pioggia battente. L’approccio del digitale del regista è stato di verificare le possibilità del mezzo tecnico. Questo ha comportato la scelta di girare solo di notte e solo in interni perché il digitale ha qualche problema durante il giorno.

Il film pensato per il mercato home video e lo stesso Bava dice che: “Bisogna cominciare a pensare al mercato del dvd perché ormai il pubblico della sala ha perso, solo il dieci percento dei film che escono sono grandi successi, il successo commerciale si costruisce con dvd, cassette e affitto e non con la sala, diciamo che ormai c’è un modo di fruire diverso dello spettacolo cinema”.

 

La seconda produzione, la cui realizzazione ha richiesto la collaborazione di quattro paesi (coproduzione inglese, sudafricana, spagnola e italiana), è una grossa scommessa e un tentativo di rivitalizzare l’ambiente. Ghost son è un film con grandi mezzi girato interamente in Sudafrica e rincorso per più di due anni. Nasce dai pensieri di Bava su Ghost (il film del 1990 di Jerry Zucker), e come Ghost è la storia di un grande amore che continua dopo la morte. Un uomo e una donna s’incontrano e lei va a vivere in Sudafrica dove lui ha un’enorme tenuta e qui vivono il loro amore.

Un tragico incidente automobilistico vede coinvolto lui che muore tra le braccia di lei. La donna rimane nella fattoria e comincia a interessarsi di spiritismo fino a evocare l’amato che ritorna e ha un rapporto con lei. Nove mesi dopo nasce un bambino che ha un solo scopo che si può riassumere con il motto “Se Maonetto non va alla montagna…” 

Giuseppe Lippi, Lamberto Bava e Lorenzo Codelli
Giuseppe Lippi, Lamberto Bava e Lorenzo Codelli

Il cast è di tutto rispetto:  John Hannah è Mark (La mummia - il ritorno, Hurricane - Il grido dell'innocenza; La mummia; Sliding Doors; Quattro matrimoni e un funerale); Laura Harring è Stacey (The Punisher, Willard il paranoico, John Q, Mulholland Drive); Pete Postlethwaite è Doc (una filmografia molto importante nella quale spiccano i recenti Dark Water, Amistad, Il mondo perduto: Jurassic park, Dragonheart, I soliti sospetti, Nel nome del padre, Alien 3); Coralina Cataldi Tassoni è Elizabeth (Il fantasma dell'opera, Opera, Demoni 2: l'incubo ritorna).

 

Bava nel suo intervento al festival della fantascienza Scienceplusfiction ha espresso il rammarico per la mancanza di giovani leve. “Purtroppo non vedo tanti giovani autori anche italiani; sul cinema l’ho capito a mie spese perché per rifare due film, nonostante possa contare su un nome che all’estero ancora qualcuno ricorda, ho fatto molta fatica.

Mi hanno rimproverato e me lo rimprovero anch’io di non aver, negli anni 80 quando il cinema fantastico italiano era alla pari se non migliore di quello americano (per girare le scene di notte di Inferno in Central Park avevamo usato tre gruppi elettrogeni, quando per Superman avevano usato un gruppo elettrogeno e aspettato il tramonto),’ saputo creare qualcosa di più sostanzioso che avrebbe portato nuova linfa; ossia siamo stati un po’ troppo personali (cita Dario Argento e Fulci) e si è fatto un po’ poco.”

 

L’immancabile domanda sulla paura è arrivata dal pubblico e Bava ha detto che “sicuramente bisogna essere un po’ fifoni per trattare la paura in un certo modo. Di quelli che conosco Dario Argento è sicuramente un po’ pauroso e dorme chiudendosi in camera, com’era mio padre che guardava anche sotto al letto (e anche io). Per far paura bisogna conoscere la paura. Certo che se poi sotto al letto uno trova un torturatore…”