Ironici, irriverenti, bohémien, gli svizzeri Blutmond suonano un black metal gotico/alternativo d’avanguardia. Il pacchetto stampa dell’uscita comprende anche un giornale impaginato come un quotidiano di otto pagine che presenta il gruppo in maniera divertente, con tanto di news e giochi enigmistici.

 

Il primo full lenght della band, formatasi nel 2004, risale al 2006 ed è un disco fondamentalmente black metal. Il gruppo ha in seguito reimpastato la formazione per proporre un metal di avanguardia più sperimentale che ha dato vita al secondo studio album del 2009. La band è stata infine messa sotto contratto dalla code666 (Aural Group) per la pubblicazione del presente terzo album, The Revolution is Dead!, registrato ai Klangschmiede Studio e comprensivo di ospiti quali Anna Murphy e Chrigel Glanzmann (Eluveitie), Managarm (Varg), Markus Baltes (Autumnblaze), Fredy Schnyder (Nucleus Torn), Schwadorf (Vision Bleak), Christoph Ziegler (Vinterriket), Dorian M. Nellen (Amon). Di recente è stato introdotto in formazione anche un sassofono (il background musicale di ciascun componente del gruppo è molto vasto e, nonostante stiamo parlando di metal, spazia dall’ambient al jazz); il chitarrista John e il bassista Jerry si dividono le parti vocali, si va dal growl allo scream, dal gothic al recitato, ma loro stessi non specificano in quale modo se le ripartiscono.

 

A livello tematico l’album prende di mira la mercificazione del corpo femminile operata dai media, ma anche certe figure femminili stesse che, per un attimo di celebrità, si adeguano a questo sistema. Attraverso il nonsense e il sarcasmo, i Blutmond mostrano il lato morboso e sudicio della società moderna, il degrado urbano così come i finti problemi che annebbiano la mente dell’essere umano contemporaneo, senza mai prendersi troppo sul serio e consigliando all’ascoltatore di fare lo stesso.

 

Putting hearts together presenta il lavoro con uno stile a metà strada fra il gothic e il black, mentre in Regret si affacciano influenze elettroniche legate alla darkwave. La gotica Pas de deux è introdotta da un passaggio chitarristico suggestivo, a tratti sostenuta e aggressiva, a tratti più distesa ma in maniera ‘soffocata.’ L’andamento si quieta con l’intro di Stop the rain, neuzeit Jesus, che rimane comunque oscura e sporca, e si lega con un rapida matassa di suoni di sax ad Absolution lies in evolution, il brano di presa più immediata. Le melodie sono seducenti, così come variegata e ricca di colori appare la struttura che si snoda su valori ritmici che sembrano talvolta voler andare per contro proprio rispetto al resto del brano.

 

Moonlit ChairT è uno dei brani più sperimentali e al contempo aggressivi dell’intero lavoro, il suono grezzo delle chitarre è associato a un gusto per l’elettronica che sposta il gotico verso l’industriale, mentre in BreakDown 2012 un arpeggio disteso accompagnato da cori luttuosi sfocia in un feroce scream che si mantiene però su valori moderati; la struttura alterna le sezioni amalgamando a poco a poco tutti i colori presentati. Suoni elettronici simil cinguettio introducono Birds of prey, che tuttavia di bucolico ha ben poco, mostrandosi se non impetuosa proprio per tutto il corso perlomeno tesa e ‘disperata’ nelle sezioni meno orchestrate.

 

One world - One feature, tenebrosa, rabbiosa, a volte epica, altre melodica, a dispetto del titolo ‘univoco’, racchiude i diversi approcci stilistici usati dalla band finora, dedicando un interludio persino alla chitarra acustica. In Attention whore! (Lost in Blis), brano inizialmente più pacato e rivolto al gotico, incentrato sulla tessitura femminile che si stizzisce a poco a poco, troviamo addirittura una sorta di fusion.

If I could reach the stars, nonostante sia la traccia più lunga, per buona parte è anche la più ossessiva e meno variegata a livello di struttura ed esplorazione di territori sonori, fatta eccezione per un paio di interludi di voce pulita e chitarre non in distorsione. Si conclude con 21 Century prophets, che riprende e varia alcuni temi per tutto il corso del brano, lasciandoci un passaggio chitarristico nell’orecchio.

Si tratta sicuramente di un buon lavoro, ma data la fantasia dei ragazzi avrebbe potuto essere anche ottimo, mentre molte idee sembrano affiorare ancora più in potenza che emergere in atto. Lascia pertanto sperare in ulteriori evoluzioni future. Godibile.

 

Uscita prevista: 19 novembre

Tracklist:

 

01.Putting hearts together

02.Regret

03.Pas de deux

04.Stop the rain, neuzeit Jesus

05.Absolution lies in evolution

06.Moonlit ChairT

07.BreakDown 2012

08.Birds of prey

09.One world - One feature

10.Attention whore! (Lost in Blis)

11.If I could reach the stars

12.21 Century prophets

Formazione:

Jerry – basso e voce

Marc – sax

John – chitarra e voce

Sin-Marlon – chitarra

Dave - batteria

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