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HorrorMagazine

Twilight


5. Intermezzo aspettando una citroen c3 nera
di Stefano Fantelli

Illustrazione di Dario Viotti

Non escludo il ritorno
(Franco Califano, 2005)

Seduto al bancone dello Scoiattolo Scannato, troppo spesso mi volto verso la vetrata cercando con i miei occhi da Brujo la Citroen C3 nera di Mela. La pioggia mitraglia i tavolini di plastica all’esterno scandendo il ritmo dei miei pensieri da Brujo, è tutta la settimana che piove. E’ solo un bar come tanti, ma mi piace il nome. E poi è quasi sempre deserto, nessuno a farti domande inutili e stupide. Fare certe domande è un po’ come pettinare ciuffi di barbabietole, ma la gente non se ne rende conto. Ma perché Mela è sempre così in ritardo? Il mondo al di là della vetrata si scioglie davanti ai miei occhi, sfuocato dalla pioggia, cielo blu scuro da tardo pomeriggio e prato verde brillante tirato a lucido dall’acqua che cade con esultanza. Sembra quel quadro di Angelo, quello che mi ha regalato, senza titolo, quello che Mela guardandolo ha detto:

— Ma quello al centro è un fiume? Da che parte si guarda?
Io guardo di nuovo verso la vetrata, neanche un sospetto di C3 nera.
— Ti verrà il torcicollo, ragazzo! — dice uno dei due vecchi alle mie spalle, seduti a un tavolino.
Non gli rispondo. Se non con un vago sorriso che abortisce in un ghigno, a dimostrazione che quando uno non ha voglia di stare con la gente è meglio che non ci stia e basta.
Lo Scoiattolo Scannato, il locale in sé e non l’animale impagliato che mi guarda da sopra le bottiglie di liquore, mi da un vago senso d’inquietudine. O forse la vera causa è il non vedere spuntare sulla soglia del locale il mio angelo. Alla radio c’è “Angie” dei Rolling Stones.


Il quadro di Angelo

Abbastanza strano che passino per radio questo pezzo meraviglioso, ma non così strano come quella volta che mi serviva un po’ di carica prima di tenere un reading di poesie e masticai fiori di Moli, l’erba magica usata da Ulisse per immunizzarsi contro i sortilegi della maga Circe. Abbastanza strano che facciano sentire “Angie”, ma non così strano come quella volta che qui allo Scoiattolo Scannato entrò un tizio dicendo che un certo contadino si era impiccato nel fienile e di fianco a lui avevano trovato il suo maiale da trofeo, impiccato anche lui. Pare che il poveraccio avesse speso tutti i suoi risparmi per dare i mangimi migliori al suo suino, ma che nonostante questo non avesse vinto il premio. Io e Angelo ci guardammo per un istante negli occhi, quella volta, ma nessuno dei due pensò davvero che il maiale si fosse impiccato da solo.
I due vecchi alle mie spalle continuano a tracannare vino e a rompermi le scatole con la storia del loro amico. Vanno avanti così da almeno venti minuti. Dove sono le gambe di Mela? Perché i suoi piedi non attraversano silenziosi il pavimento a scacchiera del bar per raggiungermi? E avrà addosso gli stivali col tacco o senza? Mi volto ancora verso la vetrata. Neanche l’ombra di una C3 nera. I due vecchi hanno occhi che sembrano passati in lavatrice attraverso un lavaggio sbagliato e lunghissimo, hanno rughe profondissime, penso che potrebbero nasconderci dentro delle cose.
— Hei, ragazzo! — dice uno dei due — Perché non ti siedi qui al tavolino con noi? Così quando arriva Vittorio possiamo giocare a carte!
— Sì, già. — gli dico — Il vostro amico morto, vero?
— Bravo, sì, lui! Vittorio! — dice l’altro — Bello morto, Vittorio, ci puoi scommettere, ragazzo, gli usciva sangue dalla bocca e dal culo, ulcera perforata...
Ridono di gusto, entrambi, finché la risata non si trasforma in una tosse grassa e cattiva, per entrambi. Guardo l’orologio e poi la vetrata e poi il barista. Da quando sono entrato c’è questo barista di vent’anni, grassoccio e pallido, la faccia da pesce, un foulard al collo che forse nasconde le branchie, che continua ad asciugare lo stesso bicchiere con lo sguardo perso nel vuoto e la bocca aperta.
Perché Mela non arriva? Chissà se avrà il cerchietto nei capelli. Quando ce l’ha sembra un po’ Gwen Stacy, la prima fidanzata dell’Uomo Ragno. Mela non è il suo vero nome, ma io la chiamo così perché sono il Brujo e lo sarò ancora a lungo. Mela è un angelo caduto che per restare sulla terra si è fatta tagliare via le ali in un garage dal macellaio del paese. Avrebbe dovuto essere soltanto “una faccenda di ossa segate via”, pensava Mela. Ma il macellaio è andato un po’ troppo a fondo nella carne del mio angelo. Sarebbe morta se non fossi arrivato io. Era Natale e me lo ricordo come fosse ieri, ma in realtà sono passati già cinque anni ormai.


Lo Scoiattolo Scannato

— I dottori gli avevano proibito tassativamente di bere!
Hanno ricominciato. Sembrano i due vecchi rompiballe dei Mappets, quelli che stavano sul balcone del teatro. E l’altro:
— Ma lui niente! Ogni volta usciva dall’ospedale di nascosto e andava a farsi un quarto di vino!
— E poi un altro quarto!
— E un altro ancora!
— Così come stasera uscirà dall’obitorio per venire qui… il nostro è un appuntamento fisso!
Ridono di nuovo. Forse è un gioco fra loro per prendermi in giro perché non sanno che sono il Brujo. Voglio solo che Mela entri da quella porta. Allora anche il barista dovrà scuotersi perché Mela non è certo il tipo di donna che passa inosservata. Chissà se si è messa la felpa con il gatto Felix che…
— Mi ascolti, ragazzo? Aspetti una donna? Non arriverà!
— Ma Vittorio invece sì! — dice l’altro — La Morte non lo fermerà!
— Già! Non Vittorio!
— Che sagoma Vittorio, eh? — ora si parlano tra loro come se io sia divenuto invisibile, un mio antico sogno, in verità — Ti ricordi quella volta che passando in bicicletta sul viale aveva visto quella prostituta senza la mano? Cioè aveva solo il pollice e Vittorio restò agitato per settimane, doveva assolutamente farsi toccare l’uccello da quel pollice, diceva, ma non la trovò più, non la vide mai più la puttana col pollice al posto della mano…
— Già! E quell’altra volta che doveva occuparsi del pesciolino rosso del nipote che era via e gli diede troppo da mangiare, lo uccise di cibo, si sa che ai pesci non bisogna dare troppo da mangiare. Voleva sostituirlo e non trovò niente di meglio che ghiacciarlo in un contenitore pieno d’acqua e andare in un negozio di animali con questo cubo di ghiaccio che conteneva il pesce perché ne voleva uno uguale e quelli a momenti chiamavano i carabinieri! — poi si volta verso di me ridendo e dice, ancora — Comunque non preoccuparti per la donna che stai aspettando…
— La perderai! — dice l’altro.
Ridono, scambiandosi sguardi d’intesa. Li ignoro. E’ caldo qui dentro, anche se fuori ci saranno appena una decina di gradi. Ordino una coca e il barista Faccia di Pesce me ne serve una tiepida. Piove. C3 nere niente, zero.
— Ma ne avrai altre, stai tranquillo!
— E perderai anche quelle! — dice l’altro.
— Le donne ti faranno soffrire. Solo gli amici sono davvero importanti. Vittorio sarà qui tra poco…
— E come farà per venire qui dall’obitorio? — gli dico, ora inizio a scocciarmi, ma non vorrei rispondergli troppo male, gli anziani meritano rispetto, anche se è pur vero che la stronzaggine non conosce età — Chiamerà un carro funebre?
— Perché no? — dice uno di loro — Noi l’abbiamo fatto…
E mentre lo dice con un gran sorriso di denti marci, un occhio gli esce fuori, svelando piccoli vermi stupiti di vedermi (loro, capite?!), ma è davvero svelto, il simpatico vecchietto, a rimetterselo in orbita con l’ausilio di un dito.
A questo punto ordino un Montenegro. Sono il Brujo e quella vaga sensazione d’inquietudine va decisamente aumentando.

Il disegno di apertura è di Dario Viotti.

Stefano Fantelli è ossessionato dalla scrittura in ogni sua forma di linguaggio, da quello della narrazione a quello delle canzoni, da quello cinematografico a quello del fumetto. Ha all’attivo più di 100 pubblicazioni apparse su numerose riviste e antologie con diversi editori. “Tante parole” dice. E altre se le è fatte tatuare sul corpo, ma non in punti troppo visibili. “Un libro di carne, una stele umana”. Si è aggiudicato più volte i premi letterari nazionali Navile e Coop For Words e dal 2002 partecipa alla manifestazione letteraria “Bologna Ad Alta Voce”. Ha pubblicato le raccolte di racconti “Alla fine della notte” (Mobydick, 2003) e "Dark Circus" (Cut-Up, 2008). Il suo e-book “Bambine cattive” (La Tela Nera, 2004) scaricabile dal sito www.latelanera.com ha avuto più di 50.000 download. Al momento si sta allenando per diventare campione del mondo di Chess boxing, disciplina che combina pugilato e scacchi, la vittoria è per scacco matto o knock-out.

 

 

 

 

 

 

 
 

Data: 26 ottobre 2009

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Commenti

1 Cavolo! Mi piace come scrive. Recupero subito tutti gli altri episodi. :)

» postato da Sergio Donato alle 10:28 del 26-10-2009

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