Il suo nome è Horridge, qualcosa che suona vagamente come porridge ma con una dose di orrido. E in effetti, molte cose sono orribili nella vita di Horridge, a cominciare da una memoria

così selettiva che gli permette di dimenticare quello che fa (ma non dovebbe fare) e la gente che odia a vista, e che improvvisamente scompare. Horridge dimentica persino chi uccide, anzi attribuisce la colpa ad altri in

perfetta buona fede. E tutto questo a causa di un faccia terribile, di un’ossessione che non lo lascia in pace un momento, nella Liverpool affogata nel sangue di vittime innocenti.

S’intitola La faccia che deve morire il supplemento Urania Horror in uscita a luglio, uno dei romanzi più agghiaccianti di Ramsey Campbell, una “confessione” spietata di abusi e ossessioni scrupolosamente documentate.

Ramsey Campbell è nato a Liverpool nel 1946 e ha cominciato a scrivere racconti horror sotto l’egida della Arkham House, casa editrice che ha pubblicato la sua prima raccolta nel 1964 (The Inhabitant of the Lake and

Less Welcome Tenants). Sono molto noti in Italia i romanzi La bambola che divorò sua madre (1976), La setta (1981), Sogni neri (1981), Luna affamata (1986) e Antiche immagini (1989). La faccia che deve morire (The Face that

Must Die, 1979) è stato definito da S.T. Joshi uno dei migliori romanzi sul tema dello slasherkiller.