La storica collana da edicola pubblicata da Mondadori tornerà a pubblicare il genere horror, seppure al momento solo in via “sperimentale”, cioè per testare il mercato e capire se potrà continuare in forma regolare.  

Una notizia questa che diamo in anteprima per i lettori di Horror Magazine. Dopo varie incarnazioni (18 numeri pubblicati tra il ’90 e il ’91) e di recente con la collana Epix (15 numeri) quest’anno si riparte con la trilogia (in tre uscite, una a ottobre, una a dicembre e una a febbraio 2014) del ciclo della Progenie di Chuck Hogan e Guillermo Del Toro (La progenie, La caduta e La notte eterna). 

Un segnale positivo per tutti gli amanti del genere che lo avevano visto sparire nella giungla sempre più selvaggia delle edicole italiane.

IL LIBRO 

Un Boeing 777 partito da Berlino atterra all'aeroporto JFK di New York. Durante l'intera manovra dall'apparecchio non arriva alcun segnale umano. L'inquietante silenzio spinge le autorità a creare un cordone di sicurezza intorno ai velivolo e inviare forze speciali in ricognizione, nel timore di un attacco terroristico. All'interno dell'aereo, uno spettacolo agghiacciante: l'intero equipaggio e i passeggeri, a eccezione di quattro, sono morti per cause misteriose. Che cosa ha ucciso quelle persone? Chi ha condotto l'aereo a destinazione? Che cos'è la misteriosa e letale malattia che solo dopo qualche giorno comincia a diffondersi per Manhattan, seminando morte e terrore? Ciò che l'epidemiologo Eph Goodweather, incaricato delle indagini, scoprirà suo malgrado, è che quello che l'America si trova ad affrontare non è un morbo, bensì l'inizio di una terribile guerra: un immane conflitto fra esseri soprannaturali, nel quale l'unico ruolo assegnato agli esseri umani è quello di cibo.

Gli AUTORI

Guillermo Del Toro nato e cresciuto a Guadalajara, in Messico, ha debuttato come regista nel 1993 con il film Cronos.

Chuck Hogan è autore di molti romanzi di successo, tra cui The Standoff e Prince of Thieves.

Abbiamo fatto qualche domanda a Franco Forte (editor Mondadori per le collane da edicola) a proposito di questa bella iniziativa.

Ciao Franco. Ci eravamo lasciati nel 2011 con l’intervista in occasione della tua nomina come editor delle collane da edicola Mondadori. Da allora a oggi, come sta procedendo il tuo lavoro?  In che stato è il mercato di questa fascia editoriale?

Come tutto il mercato editoriale, anche l’edicola sta subendo una flessione delle vendite, anche se inferiore ai numeri che si fanno registrare in libreria. Il pubblico di Urania è molto fedele, e comunque il fatto che i nostri libri, ben curati, stampati al meglio possibile, proprio come qualsiasi altro volume da libreria, siano proposti a un prezzo inferiore a 5 euro, ci garantisce un afflusso di lettori che vogliono leggere senza spendere troppo. Peccato solo che l’edicola in sé sia un punto vendita molto problematico, prima di tutto perché ce ne sono troppe e rifornirle tutte è impossibile, poi perché ormai sono diventate dei mini bazar in cui ci si trova di tutto, e spesso i nostri libri scompaiono, sommersi da prodotti di vario tipo. Proprio per questo Urania è stata forse la collana che nel 2013 ha subito più cambiamenti, sia di formato, di grafica, che di concezione editoriale, con l’inserimento nel programma della testata principale dei Capolavori di Urania, ovvero la riproposizione di testi degli ultimi 20 anni che il pubblico ci chiedeva di ristampare a gran voce, e poi con la trasformazione di Urania Collezione in un prodotto graficamente più vicino al concept di Urania, in modo da renderla più riconoscibile, visto che nel precedente formato si perdeva in edicola e non dava la percezione che Urania fosse presente. I risultati, in termini di vendita, sono stati incoraggianti, dimostrando che abbiamo agito nel modo corretto, anche se qualche voce di protesta si è sollevata, soprattutto da parte dei collezionisti, che non gradiscono mai il cambiamento grafico e di formato dei volumi che dispongono in file ordinate sulle loro librerie. Ma non si può accontentare tutti, e il primo comandamento che dobbiamo seguire è quello di aumentare le vendite per il bene della collana, e questo per fortuna sta succedendo.

La pubblicazione di opere horror è certamente un buon segnale. Com’è avvenuta la scelta dei titoli da proporre? Il nome di Del Toro ha giocato un ruolo importante? Come descriveresti questa trilogia al lettore, quali sono i suoi punti forti?

Da tempo meditavo di riproporre Urania Horror, perché sono molti i titoli che arrivano sulla mia scrivania dedicati a questo genere letterario, che negli ultimi anni si è visto mettere un po’ in ombra da quello che io chiamo il para-horror, cioè quei libri per lo più Young Adult che trattano temi come i vampiri, i licantropi, i demoni, ecc ma certo non con il piglio dell’horror dei bei tempi, lasciando che sia la vena sentimentale a prevalere. Eppure, soprattutto nei paesi anglosassoni, si pubblicano molte buone storie horror, di quelle che sono duri colpi allo stomaco, e dunque era un peccato lasciarsele scappare. Ma come sempre, quando ci si imbarca in una nuova avventura (per quanto in questo caso si tratti di una riproposizione), occorre partire con titoli forti, di grande appeal sul pubblico. E questa trilogia di Hogan/Del Toro è quanto di meglio si possa proporre per fare capire che i vampiri “veri” non sono quelli di Twilight, tutt’altro. Tra l’altro, Del Toro è appena uscito con il nuovo film, Pacific Rim, e quindi è un nome ben presente dai lettori. Volevo poi proporre una serie, per capire quanto la fidelizzazione del pubblico possa contribuire a saldare l’interesse verso Urania Horror, e dunque la scelta della Progenie è venuta naturale, trattandosi di un prodotto che ha avuto grande successo in libreria e che adesso possiamo proporre a un ottimo prezzo anche nelle edicole.

Se le vendite andranno bene, ci sono già altri titoli in ballo? Vedremo qualche autore italiano?

Certo, ci sono parecchi titoli già pronti per essere acquisiti e su cui inizieremo a lavorare non appena avremo i risultati di vendita già del primo titolo di Urania Horror. Se i numeri saranno confortanti, allora contiamo di assegnare alla collana periodicità trimestrale, sperando di passare a bimestrale e, perché no, a mensile, il prima possibile. Meglio non dare titoli, però, perché la scaramanzia è d’obbligo. Per quanto riguarda gli italiani, come sempre prima occorre consolidare una collana e poi, a piccole dosi, proporre solo il meglio di quanto è disponibile, altrimenti i lettori potrebbero girarci le spalle.

L’ultimo anno è stato dominato dal “fenomeno zombie” (dal cinema, al fumetto, alla letteratura). Pensi sia un fenomeno destinato a durare, o prevedi altri trend? 

In realtà il mercato internazionale propone continuamente romanzi di genere horror, solo che non li etichetta più, non li propone più al pubblico come prodotti ben specifici, perché si corre il rischio che succeda quello che abbiamo visto con i vampiri prima, con gli zombie adesso: una gran fiammata d’interesse, poi la gente si stufa e passa ad altro. Eppure esistono molte varianti dell’horror che sanno avvincere i lettori, e lo vediamo continuamente nei romanzi, nei fumetti, nelle graphic novel, nei film. Tutto materiale che, se Urania Horror riuscirà a imporsi all’attenzione del pubblico, cercheremo senz’altro di proporre al pubblico italiano. Al di là delle mode e dei trend…