Cristiano Demicheli torna in Val Lemuria con il suo nuovo romanzo L'anno delle volpi. Un armanacco da Val Lemuria.

Chi già aveva apprezzato Cronache dalla Val Lemuria troverà in questo nuovo capitolo un’atmosfera ancora più intima e rurale, molto lontana dall’horror classico, ma anche dal weird.

Demicheli mette in scena un fantastico trasfigurato in una dimensione quotidiana, a tratti onirica, tanto da rendere la sua Val Lemuria un luogo – forse a tratti un po’ inquietante e popolato da leggende macabre e paurose – a noi molto familiare.

La tradizione a cui fa riferimento Demicheli è sicuramente più vicina a scrittori italiani come Tommaso Landolfi, Achille Campanile e Giovannino Guareschi che non a quella anglosassone e nordamericana in particolare.

Il romanzo è diviso in dodici capitoli, uno per ogni mese dell’anno. Trascorriamo così un anno in compagnia di una serie di personaggi a cui diventa difficile non affezionarsi, non sentirli vicini.

Non c’è una trama vera e propria ma una serie di avvenimenti in cui si alternano momenti di vita prosaica e banale ad altri in cui la leggenda penetra nella scorza del reale per mezzo di creature mitiche e spaventose o più semplicemente attraverso antiche superstizioni (un po’ alla Dino Buzzati o alla Montague Rhodes James). Non mancano inoltre i riferimenti anche alla nostra storia, in particolare al periodo del fascismo.

L'anno delle volpi è una lettura piacevole anche grazie allo stile particolare di Demicheli che spesso usa anche una terminologia dialettale, non sempre facile da comprendere, conducendoci per mano a visitare la Val Lemuria.

Si ha quasi la sensazione di essere partecipi delle vicende narrate: si vorrebbe essere nello stesso bar del Moderno di Tolengo a bere un grappino con personaggi come il Cap, Bastiano, Zangrandi, Don Olindo e il Professore, a mangiare la gustosa carne del pappagufo cucinata da Jolanda e a essere partecipi delle loro piccole miserie quotidiane dei protagonisti, non così diverse dalle nostre.

In definitiva L’Anno dell volpi è un volume particolare e raro che mi sento di consigliare a chi ama la tradizione del fantastico italiano.