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HorrorMagazine

Twilight

Lullabies to paralyze

Queens of the Stone Age, Lullabies to paralyze (2005) - ROCK - Interscope/Universal - giudizio: buono

Ninnenanne paralizzanti dal deserto.

Avevamo lasciato i Queens of the Stone Age in piena forma, reduci dai fasti di un Songs for the deaf che è ascolto imprescindibile per chiunque voglia capire dove stia muovendosi l’hard rock del nuovo millennio.

Li ritroviamo ora in questo Lullabies to paralyze, e, fra piacevoli conferme (Mark Lanegan sembra ormai essere membro fisso della band) e spiacevoli defezioni (Nick Olivieri ha lasciato definitivamente i QOTSA), l’album genera vibrazioni oscure che suonano come un ulteriore passo evolutivo per la creatura di Josh Homme.

I temi e le influenze sono quelli di sempre: il deserto come massima fonte ispirativa, l’uso e abuso convinto di droghe e alcool come filosofia fondante, il rock e il sesso vissuti come divertimento estremo, possibile via escapista per negare i contorni di una realtà sempre più marcia.

Homme e soci veicolano queste idee in modo diverso dal solito, proponendo una miscela di brani meno serrata, omogenea e compatta, densa di riferimenti volutamente lontani dalla (ormai passata?) scena dello stoner rock, pronti a mischiare richiami ai Black Sabbath con psichedelia retrò in una sequenza di canzoni che sa passare dai momenti ritmicamente più feroci e battaglieri (Medication, Everybody knows that you are insane) a escursioni nel mid tempo e nella melodia (esemplari in questo senso la ballata dark This Lullabye con la meravigliosa voce di Lanegan a giocare con la chitarra di Homme e la morbosissima I never came).

L’impressione generale è quella di un album che, pur non potendo raggiungere le vette del precedente lavoro, propone un'indomita ricerca evolutiva che si ricollega al passato in quanto veicolata con mezzi tradizionali e senza il dover ricorrere a facili mezzi elettronici. Grande parata di ospiti che include, fra gli altri, membri degli A Perfect Circe e ZZ Top. I QOTSA vi porteranno lentamente, brano dopo brano, senza che ve ne possiate accorgere, nella notte più nera e sensuale, senza guida o indicazioni per ritrovare la via di casa. Per chiunque rimpianga ancora adesso Kyuss, Monster Magnet, Dinosaur Jr e Thin White Rope.

Nel deserto si può fare ancora un gran rumore.

Autore: Elvezio Sciallis - Data: 6 aprile 2005

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Commenti

1 Grazie allo sforzo del sommo Elvis, ripartono finalmente le rece musicali! :-)

» postato da alle 00:08 del 06-04-2005

2 :wink: ...qui secondo me sei stato molto buono Elvezio: due stelline è il mio giudizio per un lavoro che vive di luce riflessa del successo del suo predecessore, non so...mi ha ben poco convinto!

» postato da The Perez alle 04:34 del 06-04-2005

3 Io i qotsa li adoro e secondo me, guarda.... parto da distante: un mese fa avevo la tua impressione (riassumendola in pooche parole "si sono rammolliti e standardizzati per vendere di più") poi a furia di ascolti ci vedo invece un tentativo (riuscito o meno lo si vedrà davvero in seguito) di evolversi, di uscire definitivamente dal guscio stoner/desert rock e di aprirsi a nuove suggestioni. Sarà anche l'influenza di Lanegan (supremo negli Screaming Trees palloso nei dischi solisti), sarà il sostituto di Olivieri, sarà che Homme ha cambiato pusher... Cmq hanno grossi problemi (sento e leggo in giro): Lanegan che arriva alle sedute stampa sempre più trasparente, Homme che crolla al suolo durante i concerti... Ecco, i Qotsa avrebbero potuto fare come gruppi che si fotocopiano all'infinito (Kings of Leon per esempio) e solo il fatto che tentino altre cose è meritorio...

» postato da elvezio alle 06:58 del 06-04-2005

4 ancora non l'ho ascoltato, ma dopo un discone come song for the dead mi aspettavo una caduta qualitativa o comunque una carenza di idee comunque hanno già dato tanto

» postato da astragalo alle 09:14 del 06-04-2005

5 Senza dubbio hanno dato tantissimo sia a livello espressivo-qualitativo con i Kiuss (enormi!!!) e con i QOTSA (R e song for... sono a loro modo 2 capolavori)...dici che Lanegan entrerà nella squadra? sarebbe un acquisto eccellente!

» postato da The Perez alle 14:29 del 06-04-2005

6 Beh, io amo di più i Kyuss (irripetibili, pulsava tutto, che sound...) ma anche i Qotsa, inzomma, strepitosi... Lanegan è ormai da due dischi fisso nei qotsa anche se non ci tengono mai a dirlo, lui e Homme hanno questo rapporto very easy going.... Mi ricordano come attitudine nei confronti della line up vecchi gruppi come i Grateful Dead o gli Hawkind, non capivi mai chi andava e veniva, giravi di lì, leccavi due francobolli magici, impugnavi un qualsiasi strumento e finivi su qualche disco...

» postato da elvezio alle 15:19 del 06-04-2005

7 anch'io preferisco i kyuss, sicuramente tra le migliori rock band degli ultimi 20 anni. welcome to sky valley è devastante. grandissimi album anche and the circus e il fondamentale blues for the red sun . confesso che mi sorprende un po' leggere una rece dei qotsa in un sito horror. la cosa mi fa estremamente piacere perchè si parla di musica che adoro, ma non vedo il nesso con il mondo delle tenebre...come mai la sceklta elvezio? :wink:

» postato da astragalo alle 09:21 del 07-04-2005

8 Abbiamo operato una riflessione sull'argomento. Il tutto è nato dal fatto che l'horror sembra sempre collegato quasi esclusivamente con certo metal e con il dark.... Questo vuoi per la brutalità degli assalti sonori (paragonabili, direi, allo splatter) vuoi per il gelo emotivo del dark che rimanda alla ghost story. In più, molti si sbilanciano solo e solamente quando nei testi ci sono chiari riferimenti letterario/filmici... Ora, c'è altro dopo splatter e ghost story. I QOTSA ricordano un pezzettino di questo altro. Un'allucinazione oscura, malsana, una, appunto, ninnananna che paralizza e che ti lascia lì, in mezzo al buio del deserto. Una diversa sfumatura di orrore e inquietudine. Chiaro, non andrei mai a parlarti in queste recensioni chessò, dei Cake o degli Jayhawks, però secondo me HM deve riuscire a distinguersi dalle altre riviste anche in questo, cercando nuovi canali di sfogo al di fuori del clasico (e sempre valido, beninteso) binomio dark e metal che ci hanno quasi imposto come caratterizzante. A tale scopo non escludo recuperi d'epoca anche in campi più strani e particolari (chessò, penso ai Popol Vuh di Nosferatu e Herz aus Glas, penso a certo Brian Eno, penso alla disperazione di un Lou Reed in Berlin... e a tanto altro ancora). Proprio in tal senso oggi parlo degli Slint, che fra l'altro offrono anche richiami titolo/testuali quali il Nosferau o Coleridge....

» postato da elvezio alle 09:31 del 07-04-2005

9 Grande Elvezio: gli Slint sono ottimi...anche il Bowie della triologia berlinese se dici è a DOC!

» postato da The Perez alle 14:20 del 07-04-2005

10 Io intendevo l'album "Berlin" di Lou Reed ma si può prendere in considerazione anche Bowie, perchè no, e pure Iggy, tutti nipotini di Eno sono, in fondo...

» postato da elvezio alle 20:38 del 07-04-2005

11 Ecco, ci vorrebbe un "corposo" speciale su Brian Eno. Scommetto che in pochi sanno QUANTO sia stato (e forse ancora è) fondamentale per la musica degli ultimi 30 anni...

» postato da alessio valsecchi alle 22:32 del 07-04-2005

12 Quando sento gente paragonare Moby a Brian Eno mi vien da piangere...

» postato da elvezio alle 22:57 del 07-04-2005

13 sono i tempi che cambiano caro elv... moby è bravo,ma non è eno! c'è qualkosa che mi rattrista un pò. non tutti,ma gran parte di questa ultima generazione,fa fatica ad avere una cultura musicale storica.forse manca chi li guida.io mi ritengo fortunato xchè quando iniziai ad ascoltare musica,rock,c'è stato qualcuno che mi ha spiegato chi era bowie,eno,i beatles,gli stones...hendrix,e via dicendo.mi fermo quì,ma ci sarebbe da aprire un trhead appositamente x la cultura storica musicale,anche se c'è una sezione musica in questo forum,tra l'altra ben sviluppata.a me piace conoscere persone che hanno vissuto i periodi storici del rock,che te ne parlano.ecco in quelle occasioni,rimango molto affascinato,come un bambino a cui si raccontano le favole! cmq a me sto disco dei qotsa non mi dispiace ma i dischi precedenti sono migliori,pero gli ascolto molto volentieri. ciaoooo.

» postato da ibanez alle 00:00 del 29-04-2005

14 Sto ascoltando lullabies solo da qualche giorno ( lo so, sono retrogrado). + ombre che luci in questo album. Qualche pezzo è bello veramente, alcuni sono carini ma quasi repliche di vecchie song dei precedenti album. Altre sono brutte o schifosamente pop. TANGLE UP A PLAID è il pezzo che preferisco, degna sorella di no one knows. Belle anche everibody known ( il cantato a tratti mi ricorda un po cornell) someone's in the wolf (splendido l'intro, starebbe bene in SFTD) you've got a killer ... (wow, insolita e sensuale!) blood is love (forse il pezzo più innovativo, però stanca presto) Insopportabili invece burn in the witch, in my head, (pare un pezzo dei blur) little sister e I never came. Troppi brani pop poco riusciti (grave difetto). Un gruppo rock, se decide di fare un pezzo + accessibile o cmq melodico, non può permettersi di sbagliarlo. I qotsa ne hanno sbagliato più di qualcuno.

» postato da astragalo alle 09:56 del 28-07-2005

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