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Venerdì 13

HORROR, Friday the 13th, U.S.A., 2009 - regia di Marcus Nispel - scritto da Damian Shannon, Mark Swift - con Jared Padalecki, Amanda Righetti, Derek Mears, Odette Yustman, Ryan Hansen, Ben Feldman, Danielle Panabaker - durata: 87 minuti - distribuito da Universal Pictures Italia - giudizio: mediocre

Una terribile tragedia si è consumata a Camp Crystal Lake. Tre decenni più tardi un gruppo di ragazzi si reca sul luogo della strage alla ricerca di un campo di marijuana per appropriarsi indebitamente delle cime con l'intenzione di arricchirsi. Accampati nell'oscura foresta, i cinque verranno fatti fuori da un uomo mascherato. Sei settimane dopo un giovane di nome Clay giunge a Crystal Lake a bordo della sua moto per cercare la sorella scomparsa. Si imbatterà nello spocchioso Trent che ha invitato alcuni amici a passare il week end nella villa di famiglia che si affaccia sul lago.

Di sicuro non fa bene a questo film l’essere uscito in concomitanza di quel vero fiume impetuoso e denso di ispirazioni qual è Il curioso caso di Benjamin Button di David Fincher, in sala appunto negli stessi giorni. Non gli fa bene perché il confronto che viene automatico a chi li ha visti uno dopo l’altro, come il sottoscritto, fa scomparire Venerdì 13 in un gorgo di banalità che lo sommerge fin dalle prime sequenze che ci mostrano il solito gruppetto di teen-ager attempati e accampati con le loro tende e i loro zaini nei boschi del famigerato camping di Crystal Lake, ormai in decadente disuso. Gruppetto le cui caratterizzazioni individuali risultano quantomeno imbarazzanti in fatto di banalità e di “sociologia del personaggio”. E naturalmente lo stesso trito copione si ripete col secondo gruppetto di tardo adolescenti mobilitati alla ricerca dei precedenti scomparsi. Appena il regista Marcus Nispel ce li presenta, subito non vediamo l’ora di vederli cadere uno a uno sotto il machete liberatorio di Jason, semplicemente per non vederceli più davanti. La domanda che ci appare alla mente subito dopo è la seguente: perché questo perverso bisogno di remake a tutti i costi, da parte delle case produttrici statunitensi? E dopo ben 10 sequel dell’originale Friday the 13th girato da Sean S. Cunningham nel 1979? Perché adesso Jason Voorhees e domani ancora Freddy Kruger, e prima ancora Leatherface (ricordiamoci che l’anemico e vuoto remake di Non aprite quella porta non è un caso sia firmato ancora dallo stesso Nispel, esordiente alla regia)? Perché questa necessità incomprensibile e ossessiva di rivisitazioni di sceneggiature già viste, di canovacci che a furia di essere utilizzati e stra-usati, sono diventati stracci da pavimento? Anche la motivazione puramente economica appare ormai poco sensata, dal momento che l’europeo [REC] ha sicuramente raccolto più spettatori e successi di critica nel vecchio continente, che altri remake targati USA. Credo che ormai questo del remake stia diventando semplicemente il sintomo di una malattia che ha colpito il cinema horror americano. Una malattia che si sta sciaguratamente cronicizzando, al cui confronto il genere horror europeo gode oggi come oggi di una salute di ferro. Che altro dire di questo Venerdì 13, portato avanti da un Nispel atono e grigio, che muove la macchina da presa come una trebbiatrice in un campo di grano, generando nello spettatore il dubbio di non avere neanche la patente per guidarlo? Che è un film in cui dialoghi, psicologie, pathos, adrenalina, tensione e giusta dose di ferocia catartica e costruttiva per ogni spettatore che si rispetti, se per di più amante del genere horror, sono tutti ingredienti certamente presenti e usati dal regista in questo film. Ma dosati con avarizia scozzese, e buttati lì distrattamente e tanto per gradire, proprio perché il genere è quello horror e non altro, lasciandoci tutti largamente a bocca asciutta. E diciamo crudamente la verità: che cosa ci si poteva aspettare da un realizzatore di noiosi videoclip musicali? Nispel non è poi aiutato dalla sciatta fotografia di Daniel Pearl, e nemmeno dalle musiche, a tratti fastidiosamente e inutilmente urlate di Steve Jablonsky. Non si sentiva proprio il bisogno di questo remake che finisce solo col danneggiare gravemente la memoria di un cult movie entrato nel mito e nell’immaginario cinematografico horror di intere generazioni.

Autore: Angelo Moroni - Data: 23 febbraio 2009

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Commenti

1 Un'altra reecnsione anti-venerdì 13. Mi piarebbe leggere la recensione "Seria" di uno che la saga la AMA e la capisce, non del solito anti-remake, anti-usa, anti-venerdì 13, anti-platinum dunes. Anche io reputo il film INUTILE alla saga, ma questa recensione puzza comunque di "anti" per partito preso. Mi spiace essere duro...ma è quello che si capisce leggendola.

» postato da Hannibal king alle 10:40 del 24-02-2009

2 Concordo pienamente con Hannibal. Tra l'altro che cavolo centra fare il paragone con Benjamin BUtton??? SOlo perchè sono uscito lo stesso giorno??? sono due film completamente diversi, appartenenti a generi completamente diversi, fossero stati entrambi due horror ok il paragone ci poteva stare, ma in questo caso è solo un'uscita gratuita e lapidaria contro il film di Nispel. In sintesi l'unica cosa che condivido di tutta la recensione è il punto in cui viene detto che i personaggi sono odiosi e che non si vede l'ora di vederli morire, per il resto sono TOTALMENTE IN DISACCORDO.

» postato da chucky82 alle 10:44 del 24-02-2009

3 Tutti odiosi tranne l'Asiatico si intende ^-^

» postato da natehiguchi alle 11:36 del 24-02-2009

4 Ma perché il sito non mi carica più da giorni? :cry:

» postato da Rodan75 alle 13:06 del 24-02-2009

5 «Tutti odiosi tranne l'Asiatico si intende ^-^» Nooooooooooooo per me è era uno dei peggiori

» postato da chucky82 alle 13:18 del 24-02-2009

6 ciao Rodan, prova a contattare i curatori del sito. Magari riescono ad aiutarti, anche se credo dipenda dal tuo computer... Ciao, Francesco

» postato da francesco spagnuolo alle 14:46 del 24-02-2009

7 «ciao Rodan, prova a contattare i curatori del sito. Magari riescono ad aiutarti, anche se credo dipenda dal tuo computer... Ciao, Francesco» Chi sono i curatori del sito? Comunque è curioso perché gli altri siti Delos si aprono, horrormagazine no, solo una colonna laterale a sinistra con l'elenco :?

» postato da Rodan75 alle 15:03 del 24-02-2009

8 li ho avvisati io. Vedrai che presto cercheranno di contattarti

» postato da francesco spagnuolo alle 15:49 del 24-02-2009

9 «li ho avvisati io. Vedrai che presto cercheranno di contattarti» Ti ringrazio, francesco :wink:

» postato da Rodan75 alle 15:57 del 24-02-2009

10 non capisco il paragone con benjamin button. Non c'entra un cavolo. Per il resto, inutile remake.

» postato da Darklight alle 01:18 del 25-02-2009

11 In attesa di capire il problema (che comunque al momento è chiaro essere legato a Firefox, quantomeno al mio) sono riuscito ad accedere al sito tramite Internet Explorer e ho letto la recensione. Francamente non capisco queste critiche, mi sembra equilibrata e dice cose molto giuste sullo stato di salute dell'horror americano contemporaneo, strangolato dai remake. Infatti l'aspetto più interessante sta nella sua contestualizzazione di un film all'interno di un panorama più vasto. In questo senso capisco anche il paragone con Benjamin Button, anche se è effettivamente un po' forzato, limitare la contestualizzazione all'horror sarebbe stato più giusto. Comunque un bel pezzo, complimenti.

» postato da Rodan75 alle 11:15 del 25-02-2009

12 «In attesa di capire il problema (che comunque al momento è chiaro essere legato a Firefox, quantomeno al mio) .» Anch'io uso Firefox e non mi dà problemi, però ho sentito che certe volte s'inchioda inspiegabilmente :)

» postato da psichetechne alle 12:11 del 25-02-2009

13 «In attesa di capire il problema (che comunque al momento è chiaro essere legato a Firefox, quantomeno al mio) sono riuscito ad accedere al sito tramite Internet Explorer e ho letto la recensione. Francamente non capisco queste critiche, mi sembra equilibrata e dice cose molto giuste sullo stato di salute dell'horror americano contemporaneo, strangolato dai remake. Infatti l'aspetto più interessante sta nella sua contestualizzazione di un film all'interno di un panorama più vasto. In questo senso capisco anche il paragone con Benjamin Button, anche se è effettivamente un po' forzato, limitare la contestualizzazione all'horror sarebbe stato più giusto. Comunque un bel pezzo, complimenti.» solo un po? :D

» postato da chucky82 alle 12:20 del 25-02-2009

14 Per me un "vero" Venerdì 13 deve essere ambientato a Crystal Lake...deve avere i soliti ragazzi sfigati, strafatti e assetati di sesso che muoiono uno dopo l'altro....e un Jason serio che non si mette a fare il super eroe dell'aldilà.... E quest'ultimo film ha per me tutte queste caratteristiche. La serie di Venerdì 13 non deve essere paragonata con altri film perchè è una serie a parte, dove se non ci sono queste regole non è un "vero" Venerdì 13. Poi per me è chiaro che è un film di m..a, ma è uguale agli altri film della serie (- i primi 7-...L' ottavo, nono e decimo per me non fanno parte della serie...). Perciò è un buon Venerdì 13, identico agli altri, e è un film di m..a come tutti gli altri !!! Ma non va paragonato....se non con gli altri film della serie... Per me sto remake è peggio del 4°,6° e 2°, che sono i migliori... ma uguale agli altri restanti 4... Per me l'importatnte era che non snaturassero il vero Venerdì 13, e questo fortunatamente non l'hanno fatto... Percio OK VENERDI' 13 REMAKE.... Ciao

» postato da (Nyarla ) alle 18:35 del 26-02-2009

15 io non hov visto il film, ma la puzza di commercialata americana si sente da 100 km di distanza. Quindi sono molto fiducioso che il buon Angelo Moroni abbia scritto una recensione veritiera e con cognizione di causa. Ciao!

» postato da Braveheart alle 21:53 del 27-02-2009

16 I commenti alla recensione fin qui riportati, pur di differente tenore, sembrano spingere verso una domanda di maggior esplicitazione della "filosofia" retrostante al mio atteggiamento critico verso questo film che ho trovato pessimo sotto vari profili. Proverò a rispondere un pò a tutti, senza citarli uno a uno, ma articolatamente. Premetto che il film di Nispel non lo considero neanche un remake in senso stretto. L'ho definito "remake" per comodità mia e del lettore, ma non lo è nemmeno (se non altro per il fatto che è ambientato anni e anni dopo l'originale). "Remake" vero è, per esempio "The Thing" di John Carpenter, che riprende la storia originale, la riporta esattamente nel luogo di nascita e la re-interpreta in modo innovativo ma rispettando con cura e studio dei film o delle narrazioni precedenti. Un altro esempio di remake vero è "Mirrors" di Aja (dagli esiti opinabili, ma comunque più rispettoso di questo "Venerdì 13";). Tutto il contrario, come accennavo nella parentesi precedente del film di Nispel, che massacra sia il plot originale, sia lo stile di regia, sia i tempi narrativi del film, sia l'attenzione al personaggio principale (Jason) che qui appare caratterizzato in modo irriconoscibile rispetto all'originale e pure rispetto ai sequel. E' un Jason onnipresente, lucido come un serial killer organizzato, rapido nei movimenti: tutti aspetti praticamente in antitesi con il Jason che avevamo conosciuto prima: un Jason misterioso, lento, che appare e spaventa quando uno meno se lo aspetta. Un vero personaggio totemico-horror, che in questo nuovo film diventa invece un robot che uccide a macchinetta gli scialbi protagonisti. Ma Nispel si è studiato la sceneggiatura originale? Ha rivisto e analizzato con cura il film di Cunningham e i suoi tempi di ripresa? Non sembra proprio. E la motivazione di tutta questa noncuranza è molto semplice: Nispel e Michael Bay (il produttore), non sono interessati al cinema come arte e come oggetto di studio, ma sono interessati al botteghino. Ma se fosse solo questo, allora non sarei neanche così inviperito nel recensire questo film. Ciò che mi irrita di più è il messaggio culturale appiattito e omologante-quasi televisivo- che viene veicolato da film del genere e che lo sottintende dalla prima inquadratura all'ultima. A me pare cioè che certo trend horror statunitense sia volto a creare un prototipo di spettatore ignorante. Un trend tutto teso ad addormentare le coscienze, il senso critico e il giudizio di realtà, nonché appunto a generare un prototipo omologato e omologante di cittadino acquiescente, rincoglionito e che sia solo disposto ad aprire il portafoglio. La scena del surf con la ragazza trainata dal motoscafo sul lago è emblematica in questo senso: cioè sembra la pubblicità di un bagnoschiuma. Siamo di fronte, sempre più, a una vera invasione, a un'intrusione virale dannosa da parte di certi creatori di modelli spettatoriali ad hoc, di pubblico. Invasione che ipotizzo abbia lo scopo di creare una cultura-non cultura artificiale, al soldo del trend economico-politico massificante del momento. Tale trend sta purtroppo invadendo anche gli stilemi cinematografici, come ho fatto notare nella mia recensione a "Venerdì 13", e che si può tuttavia notare in molti altri film statunitensi di quest'ultimo periodo: "Il respiro del Diavolo", per esempio, oppure "The Horsemen". Anche "Il mai nato" segue questo profilo. Che è lo stesso di "Venerdì 13", in quanto scarso rispetto per il genere horror: appunto ne "Il mai nato" la scena per esempio dell'uomo che cammina a ragno, che si vede anche nei trailer, non è altro che una scopiazzatura (peraltro malriuscita, malresa e ipocritamente non esplicitata nemmeno come citazione) della scena (praticamente uguale) di quel vero capolavoro che porta il titolo di "Il seme della follia" di John Carpenter, dove la donna che segue il protagonista alla ricerca del misterioso scrittore scomparso, subisce una trasformazione simile, accanto alla loro automobile ferma sull'asfalto. Tutti quelli sopracitati sono tutti film guarda caso prodotti dal solito Michael Bay. Il mio non è affatto "antiamericanismo", come sostiene il primo commentatore. Anzi, è il contrario: è una profonda malinconia nei confronti di un paese che è stato per anni caposcuola della cinematografia horror, ma che adesso sta affondando dal punto di vista dell'estetica filmica, sotto la probabile spinta della recessione economica in atto. A riprova di questa mia tesi, basti pensare che molti critici cinematografici americani non in linea con la filosofia di certe Major, sono stati licenziati in tronco per non aver recensito positivamente ad esempio quella melassa da scuola elementare che è "Twilight". E quei giornali erano stati, ancora "guarda caso", comprati dalle stesse Major. (Angelo Moroni)

» postato da psichetechne alle 14:08 del 01-03-2009

17 Come già detto, non ho guardato il film, ma trovo l'analisi di Angelo Moroni impeccabile: il cinema americano sta veramente diventato la parodia di se stesso (almeno sul lato horror), non solo proponendo al pubblico spettacoli indecenti, ma anche sfornando remake che saccheggiano alla grande le ricchezze dei film originali (Halloween per esempio). Trovo poi scandaloso che certi critici siano stati licenziati per aver stroncato Twlight, che trovo personalmente una mera operazione commerciale:|

» postato da Braveheart alle 14:38 del 01-03-2009

18 « E' un Jason onnipresente, lucido come un serial killer organizzato, rapido nei movimenti: tutti aspetti praticamente in antitesi con il Jason che avevamo conosciuto prima: un Jason misterioso, lento, che appare e spaventa quando uno meno se lo aspetta. Un vero personaggio totemico-horror, che in questo nuovo film diventa invece un robot che uccide a macchinetta gli scialbi protagonisti. » Tutti aspetti presenti nei primi film della serie dove Jason era veloce, organizzato (in l'assassino ti siede accanto ha la sua tana e mette trappole come in questo). fin dall'inizio era stato detto che avrebbero ripreso le caratteristiche dei primi film, e così è stato, semmai il Jason robot che uccide a macchina è più presente nei sequel, non che la cosa non mi piaccia anzi, il Jason zombie lento e inesorabile lo adoro, ma anche il Jason organizzato e lucido è spettacolare a mio parere.

» postato da chucky82 alle 15:45 del 01-03-2009

19 « Trovo poi scandaloso che certi critici siano stati licenziati per aver stroncato... :|» Sì, davvero scandaloso. Per esempio il Chicago Tribune ha licenziato il critico Michael Wilmington, e il New York Daily News ha eliminato due autori rispettati come Jack Mathews e Jami Bernard. Ulteriori opinioni e notizie a riguardo di questo inquietante trend si possono trovare sul sito del critico cinematografico Roger Ebert, che ha pure lui stigmatizzato questa situazione economico-culturale penosa: http://rogerebert.suntimes.com/

» postato da psichetechne alle 19:29 del 01-03-2009

20 Comincio a pensare che invece di un vero remake come da più parti pubblicizzato si tratti di un sequel a tutti gli altri sequel. Il Venerdì 13, il precursore credo che ambientazione a parte non centri nulla con questo film che a questo punto va considerato alla stregua delle schifezze alla Jason X et similia. Ma i scongiuro non chiamatelo remake peche IMHO non lo è sotto nessun punto di vista.

» postato da DiVega alle 14:33 del 10-03-2009

21 «Ma Nispel si è studiato la sceneggiatura originale? Ha rivisto e analizzato con cura il film di Cunningham e i suoi tempi di ripresa? Non sembra proprio.» Quando fece Non aprite quella porta disse che non aveva mai visto il film di Hooper e che non aveva voluto vederlo prima dell'inizio delle riprese per non esserne influenzato. Quindi suppongo non si sia andato a ripassare il film di Cunningham. Il discorso sul licenziamento dei critici però è molto più complesso e rientra in una dinamica più generale che coinvolge in parti eguali il pubblico, il mercato e la categoria.

» postato da Rodan75 alle 15:59 del 10-03-2009

22 « Il discorso sul licenziamento dei critici però è molto più complesso e rientra in una dinamica più generale che coinvolge in parti eguali il pubblico, il mercato e la categoria.» Sì, verissimo :)

» postato da psichetechne alle 19:07 del 10-03-2009

23 Una saga insulsa, secondo me. Non riesco quasi a credere siano riusciti a far peggio con un remake, sia pure di quelli ormai costruiti in serie. :shock: Dubito a ogni modo mi prenderò la briga di controllare. Sarebbe stato meglio un FvsJ2...

» postato da Hal alle 23:30 del 04-04-2009

24 disacordo sul paragone con benjamin ecc. ma comunque non è tutto quel gran film che ci hanno fatto credere prima che uscisse

» postato da ARAYA93 alle 18:00 del 08-06-2009

25 «disacordo sul paragone con benjamin ecc. ma comunque non è tutto quel gran film che ci hanno fatto credere prima che uscisse» eheh su questo non mi troverai mai d'accordo, adoro Jason e la saga di Venerdì 13, e questo remake (che poi non è un remake) mi è piaciuto da IMPAZZIRE

» postato da chucky82 alle 20:18 del 08-06-2009

26 un gran bel film,in linea con gli altri venerdì 13,tanta demenzialità e tanto sangue,jason è sicuramente più umano,ma è stata una scelta che mi è piaciuta molto per questo reboot,specialmente per la sua imponenza,davvero bestiale ahah,ha un non so chè di animalesco,) poi va be,son gusti..

» postato da markofhate alle 11:50 del 30-06-2009

27 eh eh in questo l'han reso un vero e proprio cacciatore, mette le trappole, uccide con arco e frecce, si apposta in cima al tetto della casa come un leone che insegue le gazzelle (le gazzelle in questo caso sono quei ragazzotti scemi e odiosi). Più ci penso più amo questo film, non vedo l'ora che sia il 14 per noleggiarlo e soprattutto che arrivi preso il 25 agosto, così esce in vendita e poi coincide con la fine di questa merdosa estate. Avessi una macchina del tempo andrei avanti fino al 25/8 :D

» postato da chucky82 alle 11:48 del 01-07-2009

28 mi sa che ci tocca inventarla questa macchina ahhaha così posso vedere subito anche il nuovo halloween,)

» postato da markofhate alle 12:24 del 01-07-2009

29 Scusate tanto ma NON sono proprio daccordo. La febbre del remake? Sicuramente ne fanno molti, ma qualcuno si è mai chiesto il perché? Se anche questi portano incassi non vedo cosa ci sia di male. E poi detto molto onestamente...gli originali potranno essere imbattibili in quanto tali, ma non venitemi a dire che ad un buon horror gli effetti speciali odierni non fanno bene. Io mi sono appassionato solo ultimamente al genere ma gli originali non mi hanno suscitato niente, i remake invece se non paura almeno tensione e thrill sono stati in grado di trasmettermeli. Ciò che si cerca di raggiungere è l'audience, quindi si è pensato bene di rifare un classico horror e di riproporlo alle nuove generazioni...pensate davvero che abituate agli effetti speciali di oggi, possano anche solo minimamente spaventarsi con quelli degli originali? I tempi sono cambiati. E ancora...il solito gruppo di teen, ecc, ecc...e quindi? Fa tutto parte del sotto-genere horror che è lo SLAHSER, se non vi piace, NON ANDATE a vederli!!!!! Nessuno riferimento alla recitazione che a me è piaciuta molto(di nuovo...molto meglio dell'originale, anche se qui per diversi ragioni). Questa recensione NON mi convince affatto, perché siamo tutti anti-americani quando si parla di film? Viene menzionato un film di maggiore successo Europeo...va bene...e gli altri? Diciamocelo...se gli americani non producessero i loro film(remake, prequel, sequels, o anche presi da libri), NON CI SAREBBE MAI NULLA DA ANDARE A VEDERE IN SALA, tranne l'eccezzione quale può essere appunto REC. Se non si era ancora capito, il film mi è piaciuto molto, è in cima alla mia TOP 10

» postato da SamWinchester89 alle 10:51 del 13-01-2010

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